L’allarme antincendio del cervello: cosa scatena erroneamente l’ansia
- Mariella Cappelletto
- 2 giorni fa
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L’ansia è un meccanismo naturale, ma a volte il cervello l’attiva come un “falso allarme”. In questo articolo la Dr Emily DuPre, psicologa clinica del team Oli help, ci accompagna dentro il cervello per capire cosa succede quando l’amigdala suona l’allarme anche senza un vero pericolo, e perché le sensazioni fisiche dell’ansia sono così intense e reali, soprattutto nei bambini neurodiversi.
L’ansia è un’emozione incompresa
Fraintesa, ma in realtà molto comune. Infatti, è così comune che una task force americana ha recentemente raccomandato che tutti i bambini di età compresa tra gli 8 e i 18 anni siano sottoposti a screening per i disturbi d’ansia. I disturbi legati all’ansia sono sempre più diffusi tra i bambini, con una probabilità ancora maggiore di essere diagnosticati tra i bambini neurodiversi.
I professionisti hanno diverse teorie sulle ragioni di questo fenomeno, ma resta il fatto che questa categoria di difficoltà mentali è una delle più frequentemente identificate. In questo articolo vogliamo condividere alcuni punti importanti:
L’ansia è una risposta naturale di sopravvivenza che attiva la reazione di lotta o fuga di fronte a un possibile pericolo.
Il cervello possiede un sistema di allarme, l’amigdala, che funziona come un rilevatore di fumo e segnala minacce interne ed esterne.
In alcune persone questo sistema è iperattivo e si attiva anche in assenza di un reale pericolo, generando paure sproporzionate.
Quando accade, il cervello reagisce come se la vita fosse in pericolo, rilasciando sostanze chimiche che provocano sintomi fisici intensi (respiro corto, vertigini, sudorazione, tensione muscolare).
Queste sensazioni sono reali e possono alimentare un circolo vizioso di panico e ansia, soprattutto se non si comprende cosa stia succedendo.

L’ansia è fondamentale per la nostra sicurezza e sopravvivenza, ma può essere innescata da una reazione del cervello a un “falso allarme”
Tutti noi sperimentiamo a volte stati d’ansia, e in realtà non vorremmo né potremmo sradicare completamente l’ansia in un individuo. Quindi, quando qualcuno dice: “Sono ansioso”, in realtà intende dire: “Provo un’ansia che mi blocca” o “La mia ansia è troppo forte, troppo spesso”. Si può dire che senza l’ansia la nostra specie sarebbe ormai estinta.
Millenni fa, quando gli esseri umani erano cacciatori-predatori, le donne se ne stavano nelle caverne e gli uomini uscivano coperti di un panno, con le loro lance per andare a caccia di cibo. Supponiamo per un attimo che l’uomo A e l’uomo B siano in giro per la caccia quotidiana e che una pericolosa tigre dai denti a sciabola gli si avvicini da dietro. L’uomo A avverte l’odore e la presenza della tigre, ma non ha alcuna reazione d’ansia e continua ad agire come se niente fosse, mentre l’uomo B avverte l’odore e la presenza della tigre ed ha un’immediata reazione d’ansia che gli permette di scappare a una velocità eccezionale o di girarsi e combattere la tigre con una forza fuori dal comune.
Quale uomo ha più probabilità di sopravvivere e quindi di trasmettere i suoi geni alla generazione successiva? L’uomo B, ovviamente. In questo modo, l’ansia è stata fondamentale per la sopravvivenza della nostra specie e, per certi versi, lo è ancora.
Proprio come in casa utilizziamo i rilevatori di fumo per avvisarci quando c’è un incendio e dobbiamo metterci al sicuro, anche il nostro cervello possiede un sistema di allarme: l’amigdala. Il suo compito è segnalarci i pericoli, interni o esterni al corpo. Il problema è che, in alcune persone, questo sistema può attivarsi come se fosse un “falso allarme”. Può capitare, ad esempio, che un allarme antincendio inizi a suonare all’improvviso, senza che ci siano fumo o fiamme, creando confusione e disagio in tutti i presenti.
Lo stesso può accadere nel cervello. Alcune persone, per motivi diversi, provano una paura intensa verso stimoli che in realtà non rappresentano un vero pericolo, come i piccioni o il vomito. Anche se queste situazioni non sono piacevoli, non sono oggettivamente pericolose. Eppure, il cervello reagisce come se lo fossero, spingendo la persona a pensare e comportarsi di conseguenza. In questi casi, l’amigdala funziona come un rilevatore di fumo troppo sensibile, che si attiva anche quando non c’è un incendio.

Quando il cervello interpreta una situazione come un “falso allarme”, può attivare una risposta fisiologica intensa, che viene percepita come reale e persino terrificante
A volte il cervello reagisce come se il problema fosse un semplice “toast bruciato”: il pericolo è minimo, ma la reazione è sproporzionata, come se ci fosse un incendio fuori controllo. Ti sarà capitato di cucinare qualcosa che si è leggermente bruciato o ha fatto un po’ di fumo. Non c’è alcuna fiamma, nessun vero rischio, e la situazione si risolve in pochi istanti. Eppure, l’allarme antincendio inizia a suonare a tutto volume, costringendoti ad agitare uno strofinaccio per far circolare l’aria e farlo tacere.
Lo stesso può succedere nel cervello. In situazioni potenzialmente ansiogene, come un colloquio di lavoro o un esame, i sistemi di allerta interni possono reagire in modo eccessivo rispetto alla realtà, rendendo difficile concentrarsi, ragionare con lucidità o portare a termine il compito.
Quando il cervello interpreta l’ansia come una minaccia, reale o immaginata, reagisce come se la vita fosse davvero in pericolo, anche quando questo non corrisponde alla realtà. In risposta, l’amigdala rilascia rapidamente sostanze chimiche come cortisolo e adrenalina, che nel giro di pochi istanti modificano il funzionamento del corpo.
Il cervello lo fa con un solo obiettivo: tenerci in vita. Per questo, cuore e polmoni cambiano immediatamente ritmo. Il cuore inizia a battere più velocemente e a spingere il sangue verso braccia e gambe, allontanandolo temporaneamente da funzioni considerate non essenziali. Anche il respiro diventa più corto, rapido e superficiale.
Il corpo si sta preparando a combattere o a fuggire da un pericolo… anche se in realtà siamo semplicemente seduti su una sedia, in attesa che inizi un colloquio di lavoro. Questo cambiamento improvviso altera l’equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica e può provocare vertigini, giramenti di testa, formicolii, sudorazione o la sensazione di caldo, freddo o appiccicoso sulla pelle.
Poiché il sangue viene deviato da funzioni momentaneamente non prioritarie, come la digestione, alcune persone possono avvertire un’urgenza intestinale o urinaria. Possono comparire anche alterazioni della vista, come la riduzione della visione periferica, perché, in caso di fuga, non è necessario notare i dettagli sullo sfondo. Molti sperimentano infine una forte tensione muscolare, soprattutto in zone come mani, collo e glutei.

Essere consapevoli di ciò che accade nel proprio corpo è il primo passo per spezzare questo circolo vizioso e il mese prossimo vi mostreremo come
Si può notare come il processo di ansia possa affliggere profondamente il fisico e ad alcuni può sembrare di “impazzire” o addirittura di morire, soprattutto se non sono consapevoli di ciò che sta accadendo. Infatti, tutti questi cambiamenti fisiologici corporei inviano segnali di panico al cervello, che a sua volta rilascia ancora più sostanze chimiche ansiogene!
In questo modo, il corpo entra in un circolo che aumenta la posta in gioco e innesca ogni sorta di pensiero legato alla minaccia percepita, come ad esempio “Questo colloquio andrà malissimo” o “Mi odieranno”, che a sua volta fa battere il cuore ancora di più e... insomma, hai capito? È chiaro quindi che l’ansia è utile e persino salvavita nei contesti giusti, ma quando rispondiamo a un “falso allarme”, tutto può sembrare comunque, e di fatto lo è, molto reale e terrificante.
Il mese prossimo faremo un ulteriore passo avanti e ti forniremo uno strumento semplicissimo ma incredibilmente efficace per sovvertire questo circolo vizioso e creare al suo posto un circolo virtuoso.
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