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Spiegare le funzioni esecutive: perché ci vuole un amministratore delegato per completare un noioso compito di scuola

  • Writer: Mariella Cappelletto
    Mariella Cappelletto
  • Dec 4, 2025
  • 7 min read

Updated: Dec 5, 2025


Le funzioni esecutive, come la sequenza logica, la pianificazione a breve e a lungo termine, la risoluzione dei problemi, la valutazione dei rischi, la comprensione di cause ed effetti, l’autoregolazione (emozioni, linguaggio, comportamenti, ecc.) e la gestione della frustrazione sono abilità fondamentali che guidano il nostro modo di agire nel mondo. In questo articolo esploriamo alcuni aspetti essenziali per capire come funzionano e perché, per molti bambini, soprattutto quelli con ADHD, possano rappresentare una sfida concreta. Parleremo di: 


  • Come la corteccia prefrontale (CPF) sia l’amministratore delegato del nostro cervello e della nostra vita, responsabile del funzionamento esecutivo. 

  • Perché si sviluppi lentamente, con un guizzo di crescita durante l’adolescenza e fino a circa 25 anni, spiegando perché da giovani prendiamo rischi che non oseremmo prendere ora da adulti. 

  • Le sette funzioni esecutive secondo il modello di Barkley: consapevolezza di sé, inibizione, memoria del lavoro non verbale, memoria del lavoro verbale, autoregolazione emotiva, automotivazione, pianificazione e risoluzione dei problemi.

  • In che modo condizioni come l’ADHD influenzino le connessioni della CPF, per cui i bambini diagnosticati con questa condizione clinica avranno tipicamente difficoltà con molte, la maggior parte o tutte queste funzioni esecutive.

  • Perché un compito scolastico apparentemente semplice possa diventare impegnativo per un bambino con ADHD e come un supporto adeguato possa fare la differenza.


Alla fine dell’articolo troverai anche una guida pratica su come aiutare un bambino a concentrarsi, pensata per rendere più gestibili quei momenti in cui un compito noioso sembra impossibile da portare a termine.


La corteccia prefrontale è l’amministratore delegato del nostro cervello ed è responsabile delle  funzioni esecutive, ma richiede molto tempo per svilupparsi


Proprio come in un’azienda c’è qualcuno che è responsabile di tutto ciò che accade nell'impresa, anche il vostro cervello ha una parte  al comando. Si tratta della corteccia prefrontale (CPF) ed è responsabile delle funzioni esecutive: si trova direttamente dietro la fronte ed è quella parte del cervello che ci rende essenzialmente umani e ci distingue dagli altri mammiferi. È un po’ l’amministratore delegato del nostro cervello e della nostra vita. La CPF è responsabile del fatto che — nella maggior parte dei casi — agiamo in modo appropriato nella società civile. E questo spiega anche come mai non ci comportiamo sempre da idioti!


A seconda degli esperti, esistono da quattro a dodici funzioni esecutive. Anche se le categorizzazioni possono differire, la maggior parte concorda sul fatto che abilità come la pianificazione, la risoluzione dei problemi, l’autoregolazione e la gestione della frustrazione siano tutte gestite dalla CPF. È facile capire perché questa parte del cervello sia così importante.



Il problema: si sviluppa molto lentamente


Il cervello dei bambini cresce rapidamente nei primi anni di vita, poi rallenta attorno ai cinque anni. Ma il lavoro non è finito: la CPF vive un secondo “scatto di crescita” durante l’adolescenza e non si completa del tutto fino ai 25 anni.


Questa sfasatura nella crescita fino alladolescenza/inizio delletà adulta spiega perché da adolescenti prendiamo rischi e decisioni che da adulti non prenderemmo MAI! Non sappiamo tu, ma ci sono cose che abbiamo fatto a 17 anni che ci fanno diventare rossi dall'imbarazzo quando ci guardiamo indietro da adulti.


Questo spiega per chi ha adolescenti in casa, perché pur avendo un corpo da adulti, a volte prendono decisioni difficili da comprendere. Per quelli di noi che hanno adolescenti a casa, questo aiuta anche a spiegare alcune delle decisioni insondabili che a volte prendono... nei loro corpi apparentemente adulti! Dobbiamo ringraziare la crescita a scoppio ritardato della CPF: non hanno letteralmente la capacità cerebrale.


L’ADHD e altri disturbi del neurosviluppo sono associati a funzioni esecutive più deboli


Alcuni disturbi, come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e il disturbo dello spettro autistico (ASD), sono associati a differenze nelle connessioni della CPF. Si ritiene che nelle persone affette da ADHD e ASD, la CPF sia cablata diversamente da quella delle persone neurotipiche. Questa differenza di cablaggio fa sì che il cervello funzioni in modo diverso e spesso si traduce in funzioni esecutive meno ben regolate e controllate. Che cosa significa?


Il dottor Russell Barkley, una delle massime autorità in materia di ADHD, spiega che le variazioni nei sintomi dellADHD sono attribuibili a differenze nelle funzioni esecutive. In poche parole, tutti i sintomi dell'ADHD sono essenzialmente lincapacità di autoregolarsi in varie aree della vita (ad esempio, situazioni sociali, gestione di emozioni intense e mantenimento dell'attenzione). Barkley e il suo team suddividono le funzioni esecutive in sette abilità chiave:


  1. Consapevolezza di sé: in parole povere, si tratta della capacità di osservare e valutare il proprio comportamento, come, ad esempio, l’essere consci delle proprie azioni, di come sono percepite le nostre parole, di come si appare agli occhi degli altri, nella piena consapevolezza dell’effetto che abbiamo sugli altri.


  2. Inibizione comportamentale: conosciuta anche come autocontrollo o, a volte, controllo degli impulsi. I bambini che hanno problemi in questo senso tendono a interrompere gli altri, a sbottare quando non è appropriato o a non riuscire a stare fermi sulla sedia quando ci si aspetta che lo facciano (ad esempio a tavola o in classe). I bambini che hanno questo tipo di problemi possono anche avere difficoltà a controllare i propri impulsi quando sono molto arrabbiati o frustrati, finendo con l’adottare comportamenti aggressivi come il colpire o rompere oggetti.


  3. Memoria di lavoro non verbale: s’intende qui la capacità di tenere qualcosa a mente nella vita di tutti i giorni. Si tratta, in sostanza, di immagini visive, cioè di quanto si riesca a proiettare qualcosa mentalmente. I bambini che hanno difficoltà in quest'area potrebbero, ad esempio, avere difficoltà ad eseguire calcoli matematici mentalmente – la ragione è che per loro è difficile tenere a mente numeri ed operazioni anche solo per un breve periodo di tempo.


  4. Memoria di lavoro verbale:  a volte definita anche parola o discorso interno. La maggior parte delle persone considera questo il proprio “monologo interiore”. Questa abilità è importante per seguire le istruzioni impartite a voce, soprattutto quelle esplicitate in più fasi. Quindi, se qualcuno ha problemi in quest'area, potrebbe dimenticare ciò che gli è stato chiesto di eseguire ancora prima di uscire dalla stanza o di iniziare un compito. Oppure potrebbe ricordare il passo finale ma non il primo, perché non riesce a ritenere bene in testa le informazioni verbali impartitegli.


  5. Autoregolazione emotiva: i bambini che hanno problemi in quest'area provano spesso intense esperienze emotive e stati d'animo estremamente fluttuanti. Si tratta della capacità di servirsi delle quattro funzioni esecutive precedenti e di usarle per regolare il proprio stato emotivo. Ciò significa imparare a usare le parole, le immagini e la propria autoconsapevolezza per elaborare e modificare i sentimenti che si provano e il modo in cui si risponde a tali sentimenti.


  6. Automotivazione: come noi adulti, i bambini devono essere in grado di motivarsi per eseguire un’azione come fare i compiti, pulire la stanza o le faccende domestiche. Ma i bambini che hanno problemi di automotivazione fanno più fatica degli altri a motivarsi, soprattutto quando non c'è una ricompensa immediata.


  7. Pianificazione e problem solving: questa abilità si riferisce al modo in cui pianifichiamo le soluzioni ai nostri problemi, “giocando con” o elaborando le informazioni nella nostra mente per trovare soluzioni. Per i bambini, può trattarsi di una qualsiasi cosa, dal ricordare di portare la tuta da ginnastica a scuola per l’ora di educazione fisica al pianificare quando fare i compiti durante la settimana.



I bambini con ADHD hanno in media 3 anni di ritardo rispetto ai loro coetanei per quanto riguarda lo sviluppo delle funzioni esecutive


I bambini con ADHD hanno in genere difficoltà con molte, la maggior parte o tutte queste abilità chiave. A seconda del tipo di difficoltà affrontate, l’ADHD viene tipicamente classificato in uno dei tre sottotipi: ADHD con disattenzione predominante, ADHD con iperattività/impulsività predominanti e, per i bambini più fortunati e i loro genitori, ADHD di tipo combinato! Non è che i bambini con ADHD non siano in grado di fare queste cose, è solo che in genere hanno bisogno di un maggiore supporto esterno nella crescita. 


Le strategie che raccomandiamo sono fondate sulla conoscenza scientifica e sulla ricerca. Le nostre strategie mirano direttamente alle differenze nelle funzioni esecutive quando si tratta di bambini con ADHD. I compiti a casa sono un classico esempio di un’attività che può essere eccezionalmente impegnativa per i bambini con ADHD: richiedono infatti tutte e sette le abilità di cui sopra, TUTTE ALLO STESSO TEMPO! 


Non c’è da stupirsi quindi che possano essere fonte di una tale frustrazione non solo per i bambini stessi, ma anche per noi genitori e caregiver che li vediamo sforzarsi (e magari li incitiamo, li lusinghiamo ed intanto ci strappiamo i capelli o siamo solo noi a provare tutto ciò?). Dovè l’amministratore delegato quando ce n’è bisogno?!



Come far concentrare un bambino su un’attività che non lo entusiasma


Ecco quindi la nostra guida in 5 passi per spronare l’amministratore delegato che esiste già in ogni bambino e far sì che si concentri:


  1. Assicurati che il bambino si aspetti l’attività, altrimenti avvisalo per tempo. Anche la tempistica è importante! La creazione di una routine regolare elimina la fatica di decidere se e quando farla.


  2. Prima di iniziare un’attività che richiede attenzione e concentrazione, è bene muoversi! L’attività fisica può aiutare il bambino ad affrontare il compito: qualche salto, la corda o una corsa!


  3. Suddividi l’attività in step più piccoli o in blocchi di tempo per il bambino, 

    in modo che possa affrontarla più facilmente! Ausili visivi come checklist, planner e timer aiutano a rendere visibili i progressi. 


  4. Assicurati di programmare delle pause e di attenerti al piano quando si tratta di farle! Brevi pause programmate (ad esempio 5') aiuteranno il bambino a raggiungere il completamento, mentre saltarle potrebbe allungare le sofferenze!


  5. Ricordati che sei lì per aiutare: fai tu il primo passo, fatene un altro insieme e punta all’autonomia del bambino solo successivamente (a volte molto, molto tempo dopo!). Non dimenticare di riconoscere la sfida e di lodare lo sforzo!


Accompagnare un bambino nello sviluppo delle funzioni esecutive significa sostenerlo mentre il suo cervello cresce, un passo alla volta. È un percorso che richiede comprensione, strategie pratiche e tanta costanza.


Oli help nasce proprio per questo: offrire un supporto quotidiano, semplice e basato sulla scienza, che aiuti adulti e bambini ad affrontare insieme sfide come attenzione, pianificazione e autoregolazione.


Perché quando un bambino ha gli strumenti giusti, e un adulto che lo guida, ogni piccolo progresso diventa possibile.

 
 
 
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